giovedì 24 gennaio 2013

Chi sono?




 Da dove vengo?
Dove sto andando?

Per tenerlo bene a mente,
tengo un sasso in tasca.

Mi conforta davanti all'insensatezza di certe arrabbiature,
mi difende dall'inutilità di certe prese di posizione... mie, degli altri...

tutto passa...

E voi? Come fate a non perdere la visione?

Un abbraccio

7 commenti:

  1. Faccio un respiro fondo e mi domanda quanto valga quel momento in confronto alla vita. Ciao Nina!

    RispondiElimina
  2. Dilemmi...domande difficili...visioni che non sono MAI chiare e precise! Dubbi, perplessità, incoerenze...vita che va vissuta e che sempre regala qualcosa(... malgrado tutto...)! Un sasso in tasca come promemoria...bell'idea!! Baci e baci e baci...a cascata!!!
    Monica

    RispondiElimina
  3. Guardo le montagne e penso a quanto sia inutile tutto il nostro affannarci...sai che conservo sempre un sassolino nel portamonete?
    Ne raccolgo uno nuovo ogni estate al mae e me lo conservo per un anno, l'ultimo è così tondo e liscio che è diventato comodo per gionasconderlo nella mano e giocare con mio figlio a "dove sta" !!
    L'altra sera con i miei si parlava di cosa voler essere potendo rinascere....io vorrei essere una montagna! Sai quanti sassi :D
    Baci cara Nina

    RispondiElimina
  4. È davvero un bel gioco quello di tenersi stretto il senso del proprio andare, anche se questo senso cresce e cambia con te. A volte è vero, nella giostra dei giorni, rischia di finire seppellito sotto altre mille cose. Per ritrovarlo ho imparato a fermarmi e respirare, finchè non sento di nuovo il sangue circolare: quando risento viva la pelle tutto diventa più chiaro e più semplice, come il tuo sasso...
    Buona giornata Nina!
    Paola

    RispondiElimina
  5. guardo le lancette dell'orologio. il passare del tempo mi allontana dal momento che vivo.

    RispondiElimina
  6. Penso alla mia adorata Elena, che mi ha insegnato il senso della vita già a quindici anni, con un messaggio semplice e inequivocabile.

    RispondiElimina
  7. bella l'idea del sasso da portarsi dietro, un oggetto essenziale, naturale, solido. adatto a rappresentare la memoria. perchè forse diamo poco spazio e poco senso a quello che la memoria ci offre. tutti presi dall'attimo, dal momento. noi siamo quell'attimo alla stessa maniera e con lo stesso peso di milioni di attimi passati.
    io non porto oggetti, anche se l'idea mi piace molto, e devo dire che da quando ho i miei nanetti non ho più bisogno di quei momenti di "fermati, respira e pensa", è come se il senso ce l'avessi sempre davanti agli occhi.

    RispondiElimina