mercoledì 7 novembre 2012

Il primo amore...


...era forse il 1995? O il '97?


La memoria non mi aiuta... dove lo vidi per la prima volta... su una rivista?


Non erano ancora gli anni di Internet (almeno per me),
ricordo solo che per trovarlo
feci una fatica!

  

I rivenditori della zona non avevano idea 
di cosa fosse e mi spedivano nell'angolino generico dei seghetti...



Il primo lavoro però ce l'ho ben presente:
un portapenne con la sagoma di un pagliaccio,
orribile direi, e con il senno di poi, anche complicato!


Non è meraviglioso che con uno strumento così economico
 si possano realizzare forme all'infinito?

Sì, in questi giorni sono tornata al mio primo amore,
per uno specchio ancora tutto da decorare.

E il vostro primo amore?
Un abbraccio
 n

22 commenti:

  1. fantastico...io mi infatuo continuamente e passo sempre di palo in frasca...ma il legno e quello che ci regala la natura sono le cose più belle da utilizzare! Quello è amore vero! (io spesso uso quello elettrico...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sai che con quello elettrico non sono mai riuscita a prender la mano? Lo uso solo per dividere le fugure sui pannelli troppo grandi, ma per il resto...

      Elimina
  2. A quando, cara Nina, la prima casetta in legno? Dici che arriverà? In fondo, forse, non cambierebbe un granchè... È il modo in cui accosti i colori e aggiungi i dettagli che fa la differenza...
    Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. una delle prime lezioni che imparato dal portapenne/pagliaccio è stata che le linee squadrate e gli incastri perfetti non fanno per me! Al prossimo post...

      Elimina
  3. Il traforo!!! L'ho avuto anche io, e ce l'ho messa tutta per massacrare il tavolo della cucina con il mio estro artistico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adoro i tavoli "vissuti". Purtroppo il piano del mio lo era così tanto che l'abbiamo dovuto cambiare :(

      Elimina
  4. Stupendo...non ci crederai , ma io quel seghetto ce l'ho!! ( é del maritino!!)

    Allora il mio primo amore...sicuramente lavorare a maglia e fare bambole tutte di maglia, la mia mamma ancora le coserva, poi è passato l'amore per queste ed è iniziat per altre 1000 cose!

    un abbraccio
    loredana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. bambole tutte di maglia? In futuro dovresti mostrarci una ricetta e una creazione, una ricetta e una creazione... :)

      Elimina
  5. Il mio primo amore: ritagliare figure di carta per la mia bimba...poi è diventato il decoupage...poi il decoupage si è trasferito sul legno e il traforo l'oggetto dei desideri.. Ma i tuoi lavori...!! I tuoi lavori cara Nina sono sempre pieni di poesia...
    Un bacino da Bia.

    RispondiElimina
  6. il mio primo amore è la maglia.
    ma il tuo specchio è una meraviglia.
    posso chiederti il permesso di copiarlo facendone un quadretto?
    nn sarà uguale, con il traforo nn sono così brava (ma come hai fatto a fare i riccioli delle nuvole? fantastici!!)
    mi piace l'idea delle colline, della mongolfiera, dei colori, delle casette.
    un luogo dove poter sognare.
    un abbraccio.
    :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gra, certo che puoi copiare. Però se vuoi un consiglio: aspetta il seguito di questo post, vi svelerò il nome dell'artista che dopo il portapenne/pagliaccio ha cambiato per sempre il mio stile col traforo ;)

      Elimina
    2. ok, aspetto.
      da te c'è sempre da imparare.
      ciaooo
      :)

      Elimina
  7. Cara Nina,
    il mio primo, ed unico, seghetto da traforo è stato acquistato dalla mamma su richiesta del maestro di terza elementare (anno scolastico 1969/1970, appena dopo la scoperta dell'America ...). Il nostro adorato maestro Venturi ci faceva incollare sul "compensato" figure ritagliate da vecchi libri e noi le scontornavamo con il seghetto stesso. In questo modo, per esempio, un soldato romano acquistava spessore e, incollato con il "Vinavil" ad una base, poteva stare in piedi. Procedendo passo passo, abbiamo realizzato il plastico di una villa romana, oppure grandi planisferi sui quali erano incollate figure di animali o di piante. La parte ad "U" dell'attrezzo non era tubolare, ma piatta.
    L'ho conservato per molto tempo anche se, adesso, mi chiedo dove sia finito.

    Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Andrea, dopo aver incontrato in questi giorni classi e classi di bambini/ragazzini intontiti da videogiochi e internet, completamente avulsi dalla realtà, ignari dell'esistenza del resto del mondo (per le sue problematiche, ma non per l'ultimo prodotto tecnologico), mi viene la nostalgia per il seghetto usato a scuola e per i maestri come Venturi. Chissà quant'erano vivi e lucenti d'intelligenza i vostri occhi...

      Elimina
  8. Il mio primo amore è stato il disegno....piangevo attaccata al vestito della suora che passava davanti casa....farfalle disegnate e punzonate su un pezzetto di spugna, le attaccavo sul muro....avevo 4 anni e non arrivavo neppure al banco.
    é un'amore che continua anche oggi con sfumature diverse.
    Come amore è il tuo fare.
    Mi piace il soprannome che mi hai appioppato........della serie menomalecheCinziac'éééééé (ogni riferimento è puramente casuale)
    Ciaoooooo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, menomalecheCinziac'éééééé :)

      Elimina
  9. Era troppo tempo che non passavo! Bel lavoro... a l'attrezzo come si chiama?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. seghetto da traforo :) e... grazie!

      Elimina
  10. forse il filo..che poi ha trovato tante strade , creare è sempre stata la parola d'ordine tra le mie idee e meno male! baci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ecco, io invece fino a quel momento avevo solo una certa manualità ma nessuna espressione creativa... adoro le strade trovate dal tuo filo...

      Elimina
  11. La tua richiesta mi ha riportato alla mente un pomeriggio lontano, lontano. Sono in cucina con il mio papà, entrambi seduti al tavolo ; avrò circa cinque anni e lui sta disegnando per me, ricopia su un piccolo foglio la forma di un divano copiandolo dal dizionario. Quest'ultimo avesercitava su di me un fascino incredibile in quanto, oltre le definizioni, conteneva una quantità di tavole colorate che proponevano i temi e gli oggetti più disparati. L'abilità del mio "maestro" e quella matita che riempiva lo spazio in modo così preciso mi folgorò....quello fu il momento in cui decisi che, da grande, avrei fatto l'artista!!! Poi la strada è virata un po', ma la passione, quella, è ancora viva. Grazie per questo post, ho rivissuto un momento che era sopito in fondo al cuore.

    La cornice qui sopra è un lavoro recente? Sai che mi ricorda quelli con cui ti ho conosciuta nel 2009? Bellissima...... Questa notte ti abbraccio con trasporto e malinconia....un bacio. Monica (FE)

    RispondiElimina
  12. Che bello, ho grande ammirazione per chi é capace di lavorare con il legno...
    Il mio primo amore... una matita! :)

    RispondiElimina